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Varcare
la "soglia"
Il
quadro "Salita all’Empireo", esposto nel Palazzo Ducale di
Venezia, fu dipinto dal pittore olandese Hieronymus Bosch (1450-1516);
in esso è illustrata l’ascesa al cielo delle anime che, sorrette e guidate
dagli angeli, si accingono a percorrere un lungo tunnel buio, al termine del
quale brilla una luce.
Quello stesso tunnel, quella stessa luce lontana, quelle stesse anime guidate
da angeli riappariranno nel 1975, quando Raymond A. Moody pubblica il
suo libro La vita oltre la vita.
In quest’opera, scritta quando ancora era studente universitario di
filosofia, egli trattò le esperienze di pre-morte (traduzione di NDE,
Near Death Experience), riportando testimonianze di persone che, una volta
varcata la "soglia" della morte, sono poi tornate indietro,
raccontando spesso, più spesso di quanto si pensi, esperienze straordinarie.
Come vedremo, queste esperienze sono generalmente accompagnate da presenze
luminose e compassionevoli... presenze che accompagnano l’uomo lungo
l’ultimo viaggio o che lo ricevono sulla soglia di un nuovo mondo e di una
nuova vita... presenze che, comunque le si voglia chiamare, sono gli angeli
messaggeri della nostra grande traversata.
Vedi anche la sezione Testimonianze
Esperienze
di pre-morte
Attraverso
l’analisi della lunga casistica raccolta, Moody ha stabilito che le
esperienze di pre-morte sono spesso differenti fra loro anche se è possibile
rintracciare nove caratteristiche che si riscontrano costantemente, malgrado
il fatto che solo una parte dei soggetti li sperimenti tutte.
1.
Sensazione della morte
Il soggetto si trova a fluttuare al di sopra del proprio corpo e lo
osserva inquadrato nella scena circostante che include la presenza di altre
persone (parenti, medici, infermieri); è molto disorientato, cerca di
attirare la loro attenzione, ma invano. Normalmente è il medico a constatare
il decesso. In questa fase il soggetto può muoversi liberamente, attraversare
muri, passare in altre stanze e osservare tutto ciò che accade. La cosa più
sorprendente è che, al "ritorno", è in grado di descrivere
minuziosamente azioni e dialoghi, avvenuti anche in altri locali, che un
essere inanimato non potrebbe percepire. Al disorientamento iniziale segue la
consapevolezza del nuovo stato, assieme al forte senso della propria identità,
del proprio "io" più profondo, al di là di ogni ruolo ricoperto in
precedenza (padre, figlia...). Subentra uno stato di beatitudine e di
comprensione della realtà.
2.
Assenza di dolore
Anche se le condizioni precedenti erano state particolarmente dolorose
(per il decorso dello stato morboso o per traumi provenienti da incidenti), in
questo stato ogni sofferenza scompare, sia a livello fisico che psichico, e
lascia il posto a una sensazione di pace.
3.
Abbandono del corpo
Il soggetto, che si trova a fluttuare al di sopra del proprio corpo
fisico, ormai inerte, ha la sensazione di continuare ad essere un’entità
ben precisa, dotata di un corpo spirituale. Anche nel caso che il corpo fisico
avesse avuto menomazioni o amputazioni, il corpo spirituale si presenta del
tutto integro e armonioso. Alcuni lo descrivono come un condensato di energia,
altri come una nuvola di colori. E’ un tipo di esperienza simile a quella
che si prova nei casi di "viaggi astrali" o di "viaggi fuori
dal corpo" (OBE, Out of Body Experience), eseguiti talvolta
volontariamente e sotto il controllo cosciente del soggetto. Tuttavia, la
differenza più evidente tra le due "uscite" dal corpo consiste nel
fatto che mentre in questo secondo caso permane un collegamento tra il corpo
"energetico" e il corpo "fisico" della persona sotto forma
di cordone ombelicale (spesso descritto come "argenteo" ed
"elastico"), nel caso della morte fisica questo cordone che assicura
la "vita" al corpo è spezzato, impedendo così il ritorno dalla
soglia. Ciò avviene perché l’involucro fisico, ormai corrotto, debole o
menomato, non è più in condizione di ospitare l’anima o semplicemente
perché l’anima ha portato a termine il compito a cui era destinata su
questa Terra .
4.
Passaggio del tunnel
Mentre ci si trova immersi nelle tenebre, si apre dinanzi un grande
tunnel, che sale in diagonale verso l’alto. Il corpo spirituale viene
risucchiato all’interno e sospinto in su, a volte lentamente, a volte ad una
velocità incredibile. In fondo al tunnel compare un’apertura luminosa,
dapprima minuta, poi via via più grande. E’ il punto di arrivo, la
"fine della corsa". Altre esperienze, in luogo del tunnel, parlano
di una grande scalinata che occorre salire; vi è anche chi afferma di avere
incontrato dinanzi a sé grandi e sontuose porte. In tutti i casi, e quale che
sia la forma, vi è la precisa sensazione di un limite varcato, di un netto
passaggio in un "altro mondo".
5.
Entità luminose
Passato il tunnel, l’individuo si trova immerso in un oceano di luce,
più forte e splendente di qualsiasi altra vista sulla Terra; è tuttavia una
luce che non offende, che non abbaglia ma, al contrario, accoglie come in un
abbraccio di amore universale, vivo e stimolante. In questo quadro si palesano
di solito figure luminescenti e tuttavia ben nitide rispetto alla luce
generale. Si tratta di figure sorridenti, che hanno la funzione di ricevere,
tranquillizzare e aiutare il nuovo venuto. Spesso si tratta di parenti o amici
defunti, ma anche di identità non definite, che molti indicano come angeli.
Questi possono comparire anche prima, all’inizio del tunnel, e accompagnare
la persona lungo tutto il percorso, fino all’apertura della luce. Chi ha
vissuto questi incontri ha riportato la netta sensazione della presenza
angelica accanto a sé... e ne ha condizionato il resto dell’esistenza.
6.
L’Essere di Luce
A questo punto il soggetto incontra quello che normalmente viene definito
come il grande "Essere di Luce", che emana un senso di amore e
comprensione infiniti e che nessuno più vorrebbe lasciare. A seconda della
fede, viene identificato con Dio, Cristo, Allah, Budda; chi non possiede uno
specifico referente religioso parla genericamente di una Entità sacra. E’
questa Entità che di solito ordina di ritornare sulla Terra rientrando nel
proprio corpo materiale.
7.
L’esame della propria vita
Prima di ordinare il ritorno, l’Essere di Luce guida l’individuo a un
riesame della propria vita. Ciò avviene rivedendo in pochi istanti, come in
un film tridimensionale, tutta la propria esistenza, fin nei più minuti
particolari. La cosa più importante di questa visione è che si percepiscono
soprattutto gli effetti delle proprie azioni sugli altri: se l’azione è
stata cattiva, si prova un sentimento di dolore e di tristezza; se è stata
positiva, il sentimento è di gioia e di partecipazione all’amore
universale. Si tratta di un’esperienza fondamentale, perché chi ritorna nel
proprio corpo risulta convinto che la cosa più importante in assoluto sia
l’amore.
8.
Salita diretta al cielo
Se il passaggio attraverso il tunnel costituisce, nelle testimonianze
raccolte, la modalità più comune, vi sono soggetti che invece si sentono
sospinti direttamente in cielo. Tra costoro vi è il caso illustre di C.G.
Jung il quale, colpito da infarto nel 1944, ebbe un’esperienza di pre-morte,
durante la quale si sentì come sospinto rapidamente molto in alto, sopra la
Terra.
9. Resistenza al ritorno
Nessuno di coloro che ha
vissuto, anche per brevi istanti, questa esperienza di beatitudine, desidera
tornare sulla Terra; nei casi raccolti il cammino inverso viene a volte
imposto dall’Essere di Luce o da un angelo; quando si è posti nella
possibilità di scegliere, il ritorno è stimolato dal pensiero dei propri
cari.Ritrovare
l'Angelo
Cosa
realmente accada in simili esperienze, solamente l’Anima può sapere.
Qui ci siamo limitati a riportare le conclusioni di chi ha raccolto centinaia
di testimonianze di persone che all’improvviso hanno visto sotto luce
diversa il loro mondo e le persone che li circondano. Con la seconda
possibilità che è stata loro data, hanno imparato a considerare la morte
come un momento di trasformazione e di passaggio verso un "nuovo"
mondo... accompagnati, magari, dal caro vecchio amico di sempre:
l’Angelo Custode.
Il
ricordo di vite precedenti
La
presenza degli Esseri di Luce, riportata dalle testimonianze di pre-morte (NDE),
appare anche nelle esperienze relative alla regressione a vite precedentemente
vissute. Adriana Velardi, ricercatrice e studiosa di NDE, ha denominato
la tecnica volta alla rievocazione di vite precedenti RIP (Regressione
Ipnotica Prenatale) e, a tal proposito, ci invia un interessante contributo.
Riportiamo dunque la trascrizione di una seduta RIP, durante la quale una
persona (all'epoca non interessata ad alcuna ricerca spirituale), in stato di
ipnosi leggera, dà una semplice ma significativa definizione degli
"angeli". Trattandosi di una trascrizione integrale, sono stati
inseriti gli errori grammaticali esattamente come pronunciati dal soggetto.
"Gli
Angeli sono più leggeri..."
D
dimmi cosa vedi e senti in questa altra vita
R c’è un uomo davanti a me, è un guerriero con una divisa … come
si chiama? Una … ha tutte le cose in metallo … una corazza. E’ tutto
pieno [vestito] di ferro, c’ha una lancia in mano, lunga.
D
in quale epoca ti trovi?
R mi sembra molto indietro, ora non riesco a capire
D
in quale luogo geografico ti trovi
R ci sono delle colline intorno, molto verde, mi sembra Nord Europa
tipo Inghilterra, in Alta Inghilterra
D
chi sei?
R io sono l’uomo con la lancia
D
come ti chiami e quanti anni hai?
R ho sui trent’anni, sono un guerriero
D
muoviti liberamente durante questa vita
R adesso sono in un posto buio, una specie di prigione umida, fredda.
Non so perché mi hanno messo in prigione
D
ora sei in grado di dire come ti chiami?
R c’è della gente che [fuori] dalle sbarre che mi deride, mi
sembra che mi chiamino Lord Arthur Hamilton. Sono caduto in disgrazia,
non so perché
D
desideri saperlo? Se sì fai un breve salto a ritroso nel tempo
R vivevo in un castello, in Scozia, ho fatto parte di un complotto
D
contro chi?
R i regnanti del luogo. Siamo nel Medio Evo
D
oltre a te chi vive nel castello?
R la servitù, c’ho la moglie. Io non sopporto … vedo uomini a
cavallo vestiti di nero, che fanno razzie, picchiano la gente e sono protetti
dal re
D
chi è il re, che nome ha?
R mi sembra Enrico IV; è un re tiranno che fa pagare tanti soldi alla
gente. Io sono ricco ma non accetto [questo comportamento]. Vedo
gran castelli, gran posti pieni verde, dei boschi. Vedo questi uomini vestiti
di nero che mietono morte, che fanno del male
D
quanti anni hai ora che sei in prigione?
R 45, sono … ho tutti i vestiti strappati
D
muoviti liberamente nel tempo
R mi hanno condannato a morte, hanno confiscato le mie terre,
violentato e ucciso mia moglie. Stanno preparando il patibolo, mi uccideranno
tramite impiccagione, in una piazza; deve essere una cosa pubblica perché
sono un uomo conosciuto, devo fare da esempio
D
avevi dei figli?
R sì, ne ho avuti, mi hanno ucciso anche i figli, tutta la mia
famiglia, per punizione, per vendetta. Sono in questa piazza, vestito con una
camicia bianca, c’è tanta gente sotto. C’è della gente con delle
armature, con la spada, di fianco a me, mi mettono il cappio al collo. C’è
un prete che vuole farmi confessare e io non confesso
D
in che giorno mese ed anno sta accadendo ciò?
R 10 settembre 1326
D
ora sei in grado di ricordare in quale anno eri nato?
R 1280, mi pare d’essere nato intorno a ottobre o novembre,
era fresco, freddo
D
torna a visualizzare il momento in cui ti trovavi sul patibolo
R c’è tanta gente, io sono su di un panchetto, con le mani legate
dietro alla schiena, ma non ho paura. Il mio corpo è lì che penzola, lo sto
guardando da di fianco. Adesso lo tirano giù [il corpo], ma è come se
io non sentissi più, come se guardassi l’immagine di un altro. Adesso c’è
del vento
D
puoi vedere in quale luogo viene seppellito il tuo corpo?
R adesso sono ancora sul pontile, mi stanno tirando via il cappio, i
legami dalle braccia; ma il mio corpo non viene seppellito [da solo],
viene buttato in una fossa comune, con altra gente accusata di tradimento, in
campagna, lontano dal mio castello. Io ora sto volando, sono in mezzo al buio,
non vedo niente. C’è una donna che mi viene a prendere, ora è meno buio,
lei è tutta vestita di bianco, è mia moglie quando era giovane. [Sorride]
Ora vedo delle luci lontane [è ancora in compagnia della moglie],
stiamo andando verso le luci. Ora sono nella Luce, lei non c’è più, c’è
un signore con la barba bianca; è sempre lui, quello che ho incontrato altre
volte.
D
ti sta parlando?
R mi dice che ho vissuto una vita buona [si commuove], che ho
fatto del bene, che sono morto per una giusta causa. Sembra contento di me, mi
dice anche che io me ne sono andato subito dal mio corpo perché non provavo
rancore per quelli che mi hanno ucciso, per questo motivo non sono rimasto
attaccato alla terra. Mi dice che non mi debbo reincarnare subito, che starò
qua per un po’, mi devo riposare. Ora continuo ad essere nella luce, lui [l’uomo
con la barba bianca] è andato via
D
nel luogo in cui ti trovi puoi ricevere informazioni utili per la tua attuale
vita?
R che se uno si comporta bene [poi nell’aldilà] ci sono dei
premi che una persona neanche si immagina
D
chi ti sta dicendo ciò?
R nessuno, lo so; intorno a me ci sono tanti angeli, ma non
hanno nulla a che fare con me, ognuno è per conto suo, pur essendo tutti
insieme. Vedo le loro figure bianche
D
si tratta di angeli o di anime di defunti, come te?
R no, sono angeli, io sono un defunto, infatti non sono un angelo
D
su quale base effettui questa distinzione?
R perché io non sono leggero come loro, li sento leggeri mentre io
non lo sono [pur essendo entrambi incorporei]…
D
nel luogo in cui ti trovi, oltre a te, ci sono altre anime di defunti o ci
sono soltanto gli angeli?
R non vedo altre anime, so che ci sono ma non le vedo; sono più
pesanti [degli angeli] come me, e [ce ne sono] anche più
pesanti di me, non vedo niente, sento queste presenze buone e leggere, ma non
riesco ad identificarle.
D
avere rivisto la tua precedente vita vissuta in Scozia, che insegnamento ti
offre per l’attuale?
R che, anche nei sacrifici, c’è sempre un premio; bisogna pensare
che [per] ogni cosa che si fa, se fatta col cuore, [nell’aldilà]
si riceve una gratificazione e che più cose si fanno bene, più ti vengono
dati dei premi. In quella vita dovevo sacrificarmi per gli altri, per una
causa, andare contro al potere costituito. In quella vita ho assolto al mio
compito e perciò ho potuto riposarmi per tanto tempo, ho potuto stare in alto
[nella luce] per molto più tempo [prima di reincarnarsi].
D mentre ti trovi nella luce,
poi ricevere informazioni che ti siano utili per il proseguimento
dell’attuale vita?
R una cosa che devo fare in questa vita, almeno mi sembra, è
combattere il mio orgoglio.Approfondimenti
sulla NDE e OBE
Per
concludere, Adriana Velardi ci scrive:
Oltre ad avere constatato (in tutte le persone che regrediscono a vite
precedentemente vissute) elementi caratteristici della NDE o OBE, il dato
maggiormente interessante è quello che vede testimoni alcuni soggetti i
quali, negli attimi successivi alla morte, dicono di volare in un luogo
luminoso, nel quale stazionano numerosi angeli, descritti come "Esseri
leggerissimi" e distinguibili dalle altre anime proprio da questo
elemento: la raffinatezza.
Se
desiderate contattare Adriana Velardi o visitare il sito dell'Associazione
Culturale e Filantropica Klaren (di cui Adriana è fondatrice e presidente)
potete collegarvi al seguente indirizzo:
http://www.comune.bologna.it/iperbole/klaren
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