Re Salomone, incisione di Gustave Doré

Angeli
e
Tradizione
Salomonica

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Presentazione dei contenuti

Nella Bibbia, il primo e il secondo Libro dei Re narrano la storia della monarchia ebraica dalla morte di Davide (circa 970 a.C.) fino all’esilio del popolo di Dio in Babilonia (587 a.C.). In particolare, la prima parte è dedicata al successore di Davide, re Salomone, e vi è narrato il racconto della costruzione del Tempio di Gerusalemme.
Ancora nella Bibbia sono presenti il Libro dei Proverbi (cresciuto intorno a due collezioni principali di massime salomoniche) e il Cantico dei Cantici, pure attribuito al re Salomone. Altri due Libri, Qoelet e Sapienza, indicano la firma del magnifico re, ma in realtà sono opere redatte successivamente.
Questo è quanto la Bibbia riporta su Salomone: da qui in poi si sviluppa una tradizione che si arricchisce via via nel tempo di interpretazioni ed elementi esoterici.
Di certo sappiamo che il regno di Salomone, risalente alla seconda metà del XII secolo a.C., corrisponde ad un periodo di grande splendore per lo stato d’Israele. Salomone era famoso per la sua proverbiale sapienza che superava anche quella degli Egizi e degli altri popoli di allora. Compose 3000 proverbi e 1500 cantici, era esperto di botanica, conosceva a fondo il regno animale e le applicazioni naturali per la cura delle malattie. Si narra che perfino la bellissima Bakis, la regina di Saba, a cui giunse voce della sua infinita sapienza, andò di persona a trovarlo per sottoporgli degli enigmi riguardanti argomenti di metafisica e di alta magia. La prima moglie di Salomone era una principessa egizia e pare che il re abbia imparato da lei molti dei segreti che conosceva.
Nel Medioevo si attribuiva a Salomone il Suleiman-ben-Daud degli arabi, ovvero l’arte notoria che consisteva nella capacità di conoscere tutto senza doverlo prima imparare. Molte sono le leggende che riguardano il biblico re: una di queste narra che egli avesse più di mille concubine e in particolare il Talmud (Trattato delle Berakhot) riporta che quattro di esse erano spettri notturni. I loro nomi erano Lilith, Naama, Aguereth, Mahaia e presiedevano ciascuna ad una stagione, in stretta connessione con la magia.
Le leggende vogliono che Salomone avesse commercio anche con molte altre Entità che simboleggiavano il Sole, la Luna e i pianeti; si tratta di allegorie che fanno probabilmente riferimento alle sue profonde conoscenze esoteriche. Anche il suo famoso Tempio, secondo i cabalisti, aveva un profondo valore simbolico: in particolare le due enormi colonne di bronzo, Jachin e Bohas, erano i due pilastri opposti dell’Albero della Vita. Questa simbologia si ritrova anche nella Massoneria e nei suoi rituali d’iniziazione. Per non parlare naturalmente dei Templari che, alloggiati all’interno di quel che rimaneva dell’antico Tempio, avrebbero eseguito degli scavi per riportare alla luce l’Arca dell’Alleanza.
Tornando a Salomone, famosa era la sua Arte Talismanica e Pentacolare, di cui un esempio fu l’Anello che egli donò alla regina di Saba e che era nel contempo un pentacolo e una chiave. L’eredità di Salomone sono le Clavicules o “piccole chiavi”, a lui attribuite, che formano il cuore della Tradizione esoterica Salomonica.
In particolare, in questa sezione affronteremo le vicende legate all’anello che sarebbe stato consegnato a Salomone dall’Arcangelo Michele e la tradizione medievale che attribuisce al re biblico una serie di testi magici contenenti indicazioni per incantesimi e per evocazioni di entità soprannaturali, tra le quali gli Angeli.

INDICE:
- Re Salomone nella Bibbia
- L’Anello del potere di re Salomone
- Il Tempio di re Salomone: dai Templari ai Massoni
- Clavicula Salomonis e Lemegeton

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