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Angeli
come simbolo culturale
Qualcuno si potrebbe chiedere
se gli angeli non siano solo il frutto dell’immaginazione collettiva. Non
potrebbero essere, come asseriscono alcuni psichiatri, proiezioni di
misteriosi ricordi arcaici che si sono trasmessi di generazione in generazione
sotto forma di immagini archetipiche?
Jung nella sua introduzione all’Uomo e i suoi simboli parla di un
paziente, un teologo, che cominciò ad avere delle visioni. Egli disse a Jung
in un primo tempo che la visione di Ezechiele non era niente altro che il
terribile sintomo di una malattia e che quando Mosè e altri profeti udivano
delle voci "divine", in realtà soffrivano di allucinazioni.
Immaginate il panico che questo teologo deve aver provato quando qualcosa di
simile accadde improvvisamente anche a lui.
Noi siamo così abituati alla natura apparentemente razionale del nostro mondo
che è difficilmente pensabile che possa accadere qualcosa che non possa
essere spiegato secondo i criteri del senso comune. L’uomo primitivo,
invece, davanti a uno shock come quello del teologo, non avrebbe avuto dubbi
sulla propria sanità mentale, si sarebbe semplicemente rivolto ai suoi
feticci, ai suoi spiriti, dèi o angeli.
Sia Freud che Jung scoprirono elementi bizzarri ed esotici nei
sogni dei loro pazienti che sembravano completamente slegati dalle esperienze
personali dei sognatori. Freud chiamò questi elementi "residui"
arcaici o forme mentali, la cui presenza non può essere spiegata con niente
di confrontabile nell’esperienza quotidiana della vita individuale. Li vide
come avanzi biologici della parte preistorica e inconscia della mente
nell’umanità.
Jung li definiva archetipi o immagini primordiali.
L’archetipo, a suo modo di vedere, era la tendenza a costruire particolari
modelli e forme interiori ricavati da immagini di carattere più generale.
Egli pensava che fosse istintiva la tendenza a crearli. Recenti ricerche sul
cervello sembrano confermare molte delle sue intuizioni.
Jung ha diviso i simboli ai quali noi rispondiamo così irrazionalmente in
"naturali" e "culturali". I simboli naturali
sono derivati direttamente dal contenuto inconscio della psiche. I simboli
culturali sono rappresentazioni collettive di alcune dei più duraturi e
comuni archetipi che sono affiorati un numero di volte sufficiente a farli
riconoscere come "verità eterne" da quelle società che li hanno
adottati.
Gli angeli possono essere un esempio perfetto di un simbolo culturale che è
stato accolto in Occidente: 4000 anni di fede in queste creature hanno creato
una "verità eterna", che esercita ancora un considerevole potere
inconscio, perché mantiene molto del suo originale valore magico. Secondo la
psicologia, tali archetipi continuano a evocare profondi carichi emotivi che
sono spesso espressi come pregiudizi irrazionali e come irresistibili
sentimenti contro ogni ragionevole evidenza.
vedi anche Sognare
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