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Gli
Angeli di Giovanna d'Arco
Giovanna d’Arco
(1412-1431), Santa e Patrona di Francia, era solo una contadinella di
provincia quando, ispirata dall’alto, lasciò la casa paterna per farsi
guerriera e liberare la Francia dagli invasori inglesi. Accusata poi di
eresia, morì da martire sul rogo dopo un processo di condanna dal quale sono
tratti i brani seguenti ("Rouen 1431. Il processo di condanna di
Giovanna d’Arco", Guanda 1977).
Ricordare il martirio di
Giovanna d’Arco in questa sezione significa riconoscere la complessità e la
pluralità del Messaggio Angelico nonché la potenza rivoluzionaria e
prodigiosa della Volontà Angelica e dunque Divina. Dall’eresia alla santità,
"Giovanna la pulzella, figlia di Dio" (così la chiamavano i suoi
Angeli) ha incarnato nella sua esistenza eroica la volontà di quelle Voci
Celesti che non hanno trovato ascolto all'interno della gerarchia
ecclesiastica del tempo.

Ingrid Bergman e Milla Jovovich
nel ruolo di Giovanna sul grande schermo.
Il
Segno
All’epoca
dei miei tredici anni sentii una Voce mandatami da Dio per guidare le mie
azioni. La prima volta ho avuto molta paura. La Voce si fece sentire a
mezzogiorno, d’estate. Nel giardino di mio padre. Ho sentito una Voce, che
veniva da destra… Quasi sempre, c’è anche un bagliore. La luce viene
sempre dallo stesso lato della Voce e di solito è molto forte. Dopo,
quand’ero in Francia, sentivo spesso la Voce… Pensavo che era giusto
ascoltarla. Credo che mi fosse mandata da Dio… Dopo averla ascoltata tre
volte, capii che era la voce di un angelo… L’ho sempre capita… Mi diceva
di comportarmi bene, di andare in chiesa. Mi disse che era necessario che io,
Giovanna, venissi in Francia…
Due o tre volte ogni settimana mi diceva che dovevo partire… Che mio padre
non avrebbe saputo niente della mia partenza… Diceva di venire in Francia e
io non potevo più rimanere dov’ero!… Diceva di liberare Orléans
assediata… Di andare a trovare Robert di Baudricourt a Vaucouleurs – il
capitano della piazza – perché mi desse degli uomini per accompagnarmi…
Risposi che ero una ragazza, che non sapevo andare a cavallo né fare la
guerra… Poi dissi a mio zio che dovevo andare a Vaucouleurs. E mi ci
accompagnò… Riconobbi Robert di Baudricourt anche se non l’avevo mai
visto in vita mia. Era stata la mia voce a dirmi che era lui… Per due volte
mi mandò via; alla terza mi diede degli uomini. La Voce mi aveva detto che la
cosa si sarebbe svolta così… Il duca di Lorena chiese che fossi condotta da
lui. Ci andai… mi chiese se sarebbe guarito (perché era ammalato). Gli
risposi che non lo sapevo proprio. A lui parlai poco del mio viaggio. Gli
chiesi di lasciare venire con me in Francia suo figlio e dell’altra gente,
che avrei pregato Dio per la sua salute. Ero andata da lui con un
salvacondotto e tornai a Vaucouleurs nello stesso modo… Dopo raggiunsi
Saint-Urbain e dormii all’abbazia. Ero vestita da uomo. Baudricourt mi aveva
dato una spada… Uno scudiero e quattro uomini d’arme mi accompagnavano.
Passai da Auxerre; ascoltai messa nella cattedrale; in quel periodo le mie
Voci mi visitavano spesso…
Fu un angelo inviato da Dio che portò il segno al re. Io ringraziai più e più
volte Nostro Signore. E i miei esaminatori smisero di tormentarmi quando
videro il segno…
Quando il re e quelli che stavano con lui videro il segno e anche l’angelo
che lo portò, chiesi al re se era soddisfatto. Lui disse di sì. Allora mi
allontanai e andai in una piccola cappella lì vicino e sentii dire che, dopo
che me ne ero andata, più di trecento persone avevano potuto vedere il segno.
E’ per amor mio, perché smettessero di interrogarmi, che Iddio volle
permettere che quelli del mio partito vedessero il segno… (L’angelo) disse
al re di lasciarmi compiere la mia missione, che il paese ne avrebbe avuto
presto giovamento. Era sempre lo stesso (angelo)! Non mi ha mai abbandonata…
il suo conforto mi giunge ogni giorno attraverso Santa Caterina e Santa
Margherita… Fin dalla prima volta che udii la Voce, feci voto di castità
per tutto il tempo che a Dio fosse piaciuto. Avevo tredici anni… (Quando
apparivano) baciavo la terra che avevano toccato, prosternandomi… Vengono
spesso tra gli uomini senza che nessuno li veda; io stessa li ho visti molte
volte in mezzo alla gente… quando si rivolgono a me mi chiamano
"Giovanna la pulzella, figlia di Dio"…
Il segno fu questo: l’angelo annunciò al re, portandogli la corona, che
egli avrebbe riconquistato il regno di Francia con l’aiuto di Dio e per
mezzo del mio operato. Gli diceva di concedermi la possibilità di compiere la
mia missione e cioè di darmi degli uomini d’arme. Perché altrimenti non
era tanto vicino il giorno della sua incoronazione!… La corona fu data a un
arcivescovo, quello di Reims, credo, in presenza del re. L’arcivescovo la
prese e la diede al re. Io ero presente. Ora è conservata nel tesoro reale.
(Eravamo) nella stanza del re, al castello di Chinon. Il giorno non lo so.
L’ora? Il sole era alto; non ricordo altro. Eravamo in aprile o in marzo, mi
sembra; il prossimo mese di aprile, oppure questo mese, saranno trascorsi due
anni. Era dopo Pasqua… (La corona) era d’oro fino. Così preziosa che io
non saprei dirne il valore… voleva significare che il re avrebbe avuto il
regno di Francia.
(L’angelo) veniva dall’alto… come l’inviato di Nostro Signore! Entrò
dalla porta della stanza. Quando arrivò davanti al re, si inchinò e pronunciò
le parole che ho riferito a proposito del segno. Poi ricordò come il re
avesse serenamente sopportato le sue grandi tribolazioni… Camminava
poggiando i piedi per terra, mentre veniva dall’uscio verso il re… Quando
l’angelo venne, fui io ad accompagnarlo e salii con lui le scale che
portavano alla stanza del re. L’angelo entrò per primo e io dissi al re:
"Sire, ecco il vostro segno. Prendetelo!". Io stavo sempre a pregare
affinché Dio mandasse un segno al re. Quando l’angelo venne, stavo nel mio
alloggio, in casa di una brava donna, vicino al castello; poi andammo insieme
dal re. C’erano con lui molti altri angeli, che non tutti potevano vedere.
Credo che se non fosse stato per amore mio, per liberarmi da tutti coloro che
mi tormentavano con le loro domande e i loro sospetti, a molti di quelli che
videro l’angelo non sarebbe stato concesso di vederlo… Molti di quelli che
non poterono vedere l’angelo, videro la corona… (Fra gli angeli) alcuni si
assomigliavano, altri no; alcuni avevano le ali; alcuni una corona, altri no.
E, in mezzo a loro, c’erano Santa Caterina e Santa Margherita che
accompagnarono l’angelo fin dentro la stanza del re. (L’angelo mi lasciò)
nella cappella più piccola; ero molto triste per la sua partenza; piangevo,
volentieri sarei andata via con lui – voglio dire: la mia anima!…
L’angelo venne per una cosa molto importante: fare in modo che il re
credesse al segno, che i miei esaminatori cessassero di tormentarmi e che la
brava gente di Orléans ricevesse aiuti; venne anche per ricompensare il re e
il buon duca di Orléans… La corona viene da Dio. Non esiste orafo al mondo
capace di fare una corona tanto bella e preziosa. Dove l’angelo l’abbia
presa, io non lo so… Il re fu convinto delle argomentazioni degli uomini di
Chiesa che si trovavano lì e dal segno della corona…
San
Michele
La
Luce viene con la Voce… è buona, è santa… Vorrei che tutti la
sentissero… Molto conforto mi è venuto da San Michele… Fu San Michele a
mostrarsi ai miei occhi. Non era solo ma circondato da angeli del cielo… Li
ho visti con i miei occhi… Quando mi lasciavano, piangevo e avrei voluto che
mi portassero via con loro… Non ho ancora il permesso di rivelare ciò che
San Michele mi ha detto… Non crediate che tutta la luce sia riservata a voi!
Parlo della luce spirituale… Quasi sempre le mie apparizioni sono
accompagnate da una gran luce… (A San Michele) non vidi in capo alcuna
corona. Dei vestiti non so nulla… Credete che Nostro Signore non abbia di
che vestirlo? Non ho visto San Michele da quando ho lasciato il castello di
Crotoy; non lo vedo molto spesso… Ogni volta che lo vedo provo una grande
gioia; mi pare di non essere più in stato di peccato… Ho visto San Michele
e le sante e so che sono anime del Paradiso… Li ho visti con i miei occhi e
credo che sono loro, proprio come credo che Dio esiste…
Di solito le mie Voci mi dicono che sarò liberata con una grande vittoria; e
dopo mi dicono: - Accetta tutto con serenità, non temere il tuo martirio,
perché alla fine verrai nel Regno dei Cieli -. Queste cose me le dicono così,
in tutta semplicità. Credo che per "martirio" intendano la pena e i
tormenti della prigionia; non so se dovrò anche affrontare sofferenze più
terribili, ma per questo mi rimetto a Nostro Signore…
Credo fermamente a tutto quello che le mie Voci mi hanno detto: credo che la
mia anima sarà salva! Ci credo così fermamente che è come se già lo
fosse!… Per quanto è in mio potere cerco di fare la volontà del Signore
che mi è trasmessa dalle mie Voci. Loro non mi dicono niente che non discenda
dal volere di Dio… Me l’ha assicurato San Michele, prima che io avessi mai
udito le Voci… Erano la voce e il parlare degli angeli. Credo fermamente che
erano angeli… Ci ho creduto quasi subito e desideravo crederlo.
Quando mi apparve San Michele, egli mi disse che Santa Caterina e Santa
Margherita mi avrebbero visitato e mi esortò a seguire i loro consigli perché
esse avevano ricevuto l’incarico di seguirmi e di consigliarmi. Io dovevo
ascoltarle perché quello era il volere del Signore…
Sono sicura che saprei subito riconoscere se si tratta di San Michele oppure
di una falsa apparizione! La prima volta dubitai che fosse San Michele; ebbi
una gran paura; dovetti vederlo più volte prima di essere sicura che era San
Michele… La prima volta ero una bambina… da allora egli mi ha insegnato e
mostrato tante di quelle cose che io credo fermamente che sia lui… In primo
luogo, mi disse di essere una brava ragazza, che Dio mi avrebbe aiutato; e poi
che venissi in aiuto del re… mi parlava della grande miseria in cui si
trovava il regno di Francia… Aveva l’aspetto di un brav’uomo!… Io
credo in quello che dice e fa San Michele… per i buoni consigli, il conforto
e la dottrina che egli mi ha dato.
Per
approfondire
Per chi volesse approfondire
la biografia e i luoghi di Giovanna d'Arco indichiamo di seguito il sito
ufficiale del museo a lei dedicato a Rouen:
http://perso.wanadoo.fr/musee.jeannedarc/indexanglais.htm
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