La nebulosa di Orione

Angeli
e
Extraterrestri

FONTE BIBLIOGRAFICA 6

Angeli o demoni?

Alcuni scrittori di ispirazione cristiana hanno avanzato l’ipotesi che gli ufo possano essere una parte delle schiere angeliche che presiedono agli aspetti fisici della creazione. Gli ufo, in alcune delle loro rappresentazioni, somigliano in modo sorprendente agli angeli.
Questa, ad esempio, è la tesi dello scrittore evangelico Billy Graham nel suo libro Angels. God’s Secret Agents ("Agenti segreti di Dio", 1989). Al contrario, lo scrittore Stuart Campbell ritiene che siano i diavoli i veri extraterrestri:
Gli angeli del diavolo chiamano oggi se stessi i visitatori dallo spazio: l’apparizione degli ufo nei nostri cieli significa che il diavolo sta intensificando la sua campagna satanica contro il bene.
Altri scrittori pensano che vi siano entrambe le essenze, angelica e satanica, ai timoni dei dischi volanti e che i nostri cieli vedranno l’apocalittica battaglia finale tra le forze del bene e quelle del maligno. Molti commentatori dei fenomeni ufo hanno osservato che il comportamento degli alieni in molti casi coincide con la descrizione di attività demoniache (rapimenti, violenze e tormenti inflitti ad umani), mentre in altri casi non hanno esitato a identificare i piloti degli ufo come gli angeli buoni.

Corrispondenze

Gli argomenti portati a sostegno della corrispondenza tra angeli e alieni sono questi:
- entrambi sono di un altro mondo, sia che questo esista in uno spazio interno o esterno al nostro;
- sono entità superiori che si trovano in un elevato stadio di sviluppo, essendo moralmente, spiritualmente e tecnologicamente più avanzati di noi, o più semplicemente stanno più vicini a Dio;
- il senso di bontà che traspare da essi appare normalmente come la perfezione massima della loro armoniosa bellezza. La natura vagamente androgina del loro aspetto fa pensare ad un’unione in loro dei due principi maschile e femminile;
- sia gli extraterrestri che gli angeli sono dei formidabili conoscitori delle lingue dal momento che parlano perfettamente qualsiasi lingua;
- entrambi hanno un messaggio da rivelare, ma si può rilevare che gli angeli sono più inclini ad una trasmissione individuale delle informazioni, mentre gli alieni preferiscono i messaggi universali;
- entrambi hanno notevoli mezzi di trasporto aereo, sebbene vi siano assai poche testimonianze di alieni con le ali; usano invece, sia gli uni che gli altri, dischi o ruote di luce;
- entrambi sono entità luminose; sembrano avere in comune una essenza divina, luminosa, che è evidente soprattutto nei loro occhi nei quali brillano dei raggi, mentre i loro volti sono splendenti;
- effondono un’aura di compartecipazione e di gentilezza e un senso di quieta armonia;
- vi è una significativa somiglianza nel loro abbigliamento; prediligono tuniche e abiti lunghi per lo più di colore blu o bianco. Di solito hanno una cintura d’oro o braccialetti e anelli preziosi;
- la loro statura è normalmente simile a quella degli uomini, tuttavia vi sono parecchi casi di altezze superiori ai 2 metri;
- sia gli angeli che gli alieni mostrano un considerevole interesse per le condizioni dell’uomo e del pianeta; invariabilmente le iniziative politiche e scientifiche che hanno intrapreso gli umani suscitano in loro apprensione e timore;
- sebbene angeli ed alieni siano di gran lunga superiori a ciascuno di noi, ci parlano spesso da pari a pari e familiarmente, tuttavia sembrano obbedire a leggi cosmiche ben più alte delle nostre.

Gli Elohim e la religione raeliana

Quest’elenco, per quanto non esauriente, offre più di un sostegno alla tesi che gli angeli e gli alieni abbiano molte cose in comune. Questa credenza è condivisa soprattutto da coloro che credono che la terra sia stata visitata in passato più volte da viaggiatori spaziali. Lo svizzero Erich von Daniken, autore di Chariots of the Gods (in italiano "Gli extraterrestri torneranno", 1969), sostiene che esseri alieni, provenienti da un’altra galassia, visitarono la terra circa diecimila anni fa, crearono uomini intelligenti a loro somiglianza, alterando il codice genetico delle scimmie. Vennero adorati come dei dal genere umano per le loro immense conoscenze tecniche, delle quali resta la tradizione dei miti.
In questo filone si inserisce la religione raeliana: in particolare, si fa riferimento alla Genesi. Nei testi originali scritti in ebraico, queste sono le prime tre parole: "Bereshit bara Elohim...". Nel quarto secolo, Gerolamo, uno dei padri della cristianità, l’ha tradotto nella Vulgata con: "In principio creavit Deus caelum ed terram...". Elohim, parola ebraica maschile plurale, è stato tradotto con la parola latina Deus, "Dio" al singolare. Nella lingua ebraica, il singolare della parola Elohim è Eloha: la desinenza -im indica sempre un plurale. Quindi, la traduzione letterale della parola Elohim non significa Dio ma: "Quelli che sono venuti dal cielo". In sintesi i Messaggi degli Elohim nella religione raeliana propongono di: demistificare le credenze, riabilitare l’essere umano attribuendogli la sua vera dimensione, decolpevolizzare la mente dell’uomo restituendogli la stima per il proprio corpo, incoraggiare l’umanità al progresso.
E questa sarebbe la sintesi della genesi: circa 25000 anni fa gli Elohim scoprirono la Terra e grazie alla loro tecnologia avanzatissima ed alla perfetta padronanza dell’ingegneria genetica e del Dna, resero abitabile questo pianeta e crearono ogni forma di vita. Terminarono la loro colossale opera creando l’uomo a propria immagine e somiglianza, come dice testualmente la Bibbia. Per guidare l’Umanità gli Elohim inviarono Messaggeri che diedero origine a tutte le grandi religioni: Gesù, Buddha, Mosè, Maometto. Nel 1946 l’Umanità è entrata ufficialmente nell’era scientifica, l’era dell’Apocalisse (dal greco "apocalypsis", che significa "rivelazione") e gli Elohim hanno deciso di inviare l’ultimo dei loro Messaggeri, Rael. Rael fonda la religione raeliana per diffonderne il messaggio e per costruire un’ambasciata dove gli Elohim torneranno ufficialmente per incontrare gli esseri umani.

Per approfondimenti sul movimento Raeliano: www.rael.org

Il "carro di fuoco" di Ezechiele

Parlando di antichi viaggiatori dello spazio, può essere utile una rilettura della famosa visione biblica del carro di fuoco del profeta Ezechiele.
Joseph Blumrich, uno dei costruttori del vettore Saturno V, nel suo libro "E il cielo si aprì" (1973), pone degli sconvolgenti interrogativi: Ezechiele vide in realtà una nave spaziale i cui occupanti gli impartirono direttive divine? Il carro di Dio, descritto dal profeta, non era forse un’astronave extraterrestre?
Ezechiele (600 a.C.) assistette alla distruzione del regno di Salomone da parte degli Egiziani e Babilonesi. Fatto prigioniero fu deportato dai Babilonesi a Chebar accanto all’Eufrate, e in questo luogo dopo qualche anno ebbe la visione del “carro di Dio”: Ezechiele descrisse una solida calotta, portata da quattro esseri alati, che saliva verso l’alto in una nuvola di fuoco. Gli esseri alati avevano piedi metallici e ognuno pilotava una ruota. Nella parte superiore della calotta il profeta vide una sorta di trono sul quale era assisa una figura "simile a un uomo", che gli parlò. Questa visione, risalente al 600 a.C., si manifestò altre tre volte, l’ultima delle quali verso il 572. Tre volte il profeta partecipò al volo della calotta e le ultime due si sentì trasportare dalle rive del Chebar verso Gerusalemme. Secondo Blumrich Ezechiele dovette servirsi di ingegnosi paragoni nel descrivere il veicolo spaziale, essendo lui e i suoi lettori del tutto all’oscuro della tecnica astronautica. Blumrich riesce ugualmente a ricostruire il veicolo spaziale costituito da un corpo centrale a forma di trottola, sostenuto da quattro elicotteri (gli esseri alati), e da una capsula per il comandante dell’equipaggio posta nella parte superiore.

In confronto con il relativamente modesto numero di incontri che può essere rilevato negli scritti antichi, ai nostri giorni vi sono migliaia di convincenti e inspiegabili testimonianze di persone che tendono a dare un’impronta mistica alla loro esperienza di contatto con esseri alieni.

BIAGIO LIOTTI, DALLA RIVISTA "MYSTERIUM EXOTERIUM"
Ufologia e religione

M.me Blavatsky (1831-1891), fondatrice della Società Teosofica, li chiamava “i Signori della Fiamma”, Aleister Crowley (1875-1947) “i Fratelli d’Argento”, noi li potremmo semplicemente definire “Entità Extraterrestri”. In ogni dottrina esoterica e religiosa si descrive la presenza di questi “Fratelli Superiori” che, se non fisicamente, si manifestavano telepaticamente ai profeti o ai “contattati” che dalle loro comunicazioni avevano il compito di divulgare e mettere in pratica delle verità. Alcuni affermano che definire gli “Enti Intermedi” fra natura e super-natura dei visitatori puramente simbolici è sicuramente la più minimizzante ma anche la più rassicurante delle ipotesi. D’altro canto pensare che a bordo degli ufo possa trovarsi un classico Extraterrestre grigio, come quello reso famoso dalla filmografia moderna, anziché un demone o angelo o qualsiasi altra entità mitologica è certamente più credibile. In questo caso tratteremo proprio della correlazione strettissima e molto interessante per la ricerca tra fenomeno ufologico e religione, in pratica scriveremo proprio di quegli angeli e demoni che piloterebbero le astronavi.

 

Uomini e Dei

Per avviare un discorso serio in questo senso, non si può certo fare a meno di ricordare che da sempre la mitologia classica, la religione cattolica o ebraica, sono ricche di episodi concernenti la Teogamia (unione biologica tra dei e uomini). La cultura greco-romana, ma la stessa cultura cristiana, è ricca di racconti sulla passione carnale tra esseri divini e comuni mortali.
A partire dalla ribellione e dalla caduta degli Angeli, nel libro di Enoch (46, 7) si legge:
… coloro che si fanno padroni delle stelle nel Cielo e alzano le loro mani contro l’Altissimo, che calpestano il suolo della Terra e abitano sopra di essa.

Questi angeli “caduti” o in ebraico Ben-Elohim vale a dire Figli degli Dei, secondo la Genesi (6, 1-2), quando iniziarono a vedere che le figlie degli uomini erano graziose:
… presero perciò per loro mogli quelle che si scelsero fra tutte…
ovviamente generando prole. Ma di questi “angeli caduti” si parla anche in merito ai famosi “Giganti” che abitavano la Terra (in ebraico Nephilim, i caduti) che sarebbero, secondo molti studiosi, i figli dell’unione tra gli angeli ribelli e le donne terrestri, diventati poi i famosi eroi e personaggi della mitologia greco-romana. Testimonianza dell’unione tra Angeli e uomini è data anche da alcuni vangeli apocrifi e dal Documento di Damasco, tratto dai rotoli esseni di Qumran, dal quale testo storico importantissimo, ne “Le Memorie dei Patriarchi”, si legge dei “Vigilanti del Cielo”.
Notizie più particolareggiate ci provengono sempre dal Libro di Enoch (III sec. a.C.) che fa parte delle Sacre Scritture della Chiesa Cristiano-Copta e che scrive:
… allora gli Angeli mi chiamarono, mi presero sulle loro ali e mi sollevarono al primo cielo. Essi mi posero al di sopra delle nubi, io vidi l’aria, l’etere ancora più alto. E mi portarono nel primo cielo… Mi fecero vedere i Capitani e i Capi degli Ordini delle Stelle. Mi indicarono duecento Angeli che hanno autorità sulle stelle e sui servizi del Cielo…
Ecco quindi che riflettendo su quanto scritto da Enoch, gli Angeli di cui egli parla sarebbero o potrebbero essere i “ribelli” scacciati dal Paradiso, insomma i “demoni” ed in particolare Lucifero con la sua schiera. La stessa procreazione della Maria Vergine potrebbe essere interpretata come il più antico e documentato processo di fecondazione artificiale assistita che la storia ricordi. Ma l’aspetto di queste entità? La domanda sorge spontanea in un contesto ufologico extraterrestre che ci ha abituato ad associare la figura dell’E.T. a quella del “grigio”. Secondo le Sacre Scritture e secondo il pensiero di alcuni teologi, gli Angeli non sarebbero solo spirito, ma anche simili all’essere umano, e sotto queste spoglie scesero tra i mortali insegnando loro l’arte dei metalli e della guerra, l’astrologia, la magia.

 

Fuochi Celesti

Proseguendo il nostro viaggio, sfogliando la Bibbia in Esodo (19, 18) troviamo la colonna di fuoco che segnava il cammino di Mosè e delle sue genti:
… tutto il Sinai fumava, perché il Signore vi era disceso in mezzo al fuoco…
ma non solo, la stessa manifestazione di Dio al Profeta sul Monte Sinai avvenne in un turbine di fuoco; proprio come le forme di intelligenza di tipo dimensionale che, pur facendo parte del nostro stesso piano, sono spiritualmente più elevate e che si manifestano in forme energetiche luminose.
Proprio come è avvenuto nella Valle della Luna, sull’Uritorco in Argentina, dove da molti anni queste entità luminose sono state fotografate. L’intera opera biblica è ricca di episodi che al giorno d’oggi potrebbero essere interpretati come la descrizione di “dischi volanti” ed “entità extraterrestri”, non dimentichiamo il più volte citato “carro di Ezechiele” (...).
Su quanto ipotizzato, il preside della facoltà di Antropologia della Drew University di Madison, il prof. R. W. Wescott, afferma:
… Sebbene tutte le narrazioni bibliche riferiscano, comprensibilmente, ad una spiegazione di ordine soprannaturale gli eventi in esse descritti, ciò che esse inevitabilmente evocano è la carica emotiva indotta dai dischi volanti e dagli ufo in genere.
Nelle Antichità Giudaiche inoltre si parla degli stessi Angeli:
… premischiati colle donne, superbi tigli ne generarono (…) di costoro si narra che osassero fare ciò che da’ Greci si scrive aver fatto i Giganti.
Secondo Roberto Pinotti (ufologo del Cun):
il fatto che donne terrestri si siano dimostrate a suo tempo biologicamente compatibili per un’unione sessuale feconda con esseri non terrestri… non autorizza solo a pensare che sulla Terra vi siano tuttora uomini con sangue extraterrestre nelle vene, ma anche a ipotizzare che la stessa razza umana provenga, all’origine, da altri mondi.
... quindi che non sia il frutto di un’evoluzione da specie animali come insegnatoci da Darwin, e peraltro proprio come da anni affermano i Raeliani, anche se con qualche piccola variante. Ma cosa pensare di tutto ciò? Pur trattandosi di ipotesi paleoastronautiche molto affascinanti, la teologia contemporanea non esclude l’idea di una vita extraterrestre in quanto non incompatibile con la fede cristiana. Pur considerando gli Angeli delle entità extraterrestri, la Chiesa li considera di “puro spirito”, avvalorando in certo qual modo l’ipotesi parapsicologica del fenomeno. Secondo monsignor Corrado Calducci è da escludersi che Angeli possano servirsi di astronavi;quando si parla di extraterrestri bisogna pensare a viventi della nostra razza o ad altri tipi, che associano al lato materiale e fisico una profonda parte spirituale.

 

Guerre tra Dei

Di esseri misteriosi, che una chiave di lettura diversa da quella tradizionale può associare agli extraterrestri e di cui il noto studioso Valentino Compassi (“La Colonna di Fuoco”, ed. Mondatori) è un degno divulgatore, ne è ricca la religione induista. Nei testi indiani si narra di aspre lotte tra gli Asura nemici degli Dei e i Deva che dopo una lunga guerra si assicurarono la supremazia nei cieli.
Nel testo “Riveda Samhita”, il dio Indra, venuto dal cielo, aveva alle sue dipendenze i Marut, raffigurati con lampi e turbini di fuoco. Lo stesso Indra, come gli “Angeli caduti”, era un essere fisico e non spirituale, anch’esso attratto dalla bellezza femminile terrestre, che seduceva per una notte d’amore camuffandosi da comune mortale.
I Brahmama  raccontano che durante la battaglia gli Asura proposero ai Deva una sorta di gara per assicurarsi più territorio possibile al patto che fosse percorso in “… tre soli passi”. A questo punto gli Dei affidarono a Vishnu il compito, il quale, utilizzando il Vimana, una sorta di strabiliante macchina volante, vinse la “competizione”. Di questa macchina si descrive minuziosamente il funzionamento nel documento sanscrito del “Vymaanika Shaastra” in cui si legge, secondo Compassi, che
… gli uomini possono percorrere l’aria e i celesti possono scendere sulla Terra.
Di dischi volanti si parla anche nella tradizione religiosa nepalese che, nel testo Bundhasvamin Brihat Katha Shlokasanigraha, descrive di macchine volanti che sorvolavano i territori dell’Asia.
Inoltre con il termine Avatara (discesa) gli indiani rappresentavano il Dio “disceso” sulla Terra per farsi uomo, proprio come Gesù nella religione cristiana. E sulla principale figura cristiana, agli inizi degli anni Sessanta, Vyacheslav Zaitsev, filologo dell’Accademia di Scienze bielorussa, elaborò una sconcertante teoria che scandalizzò gli ambienti scientifici del tempo. Secondo il ricercatore russo, Cristo era un extraterrestre, tant’è che alla sua morte sulla croce fu salvato da una tecnica medica giunta in suo aiuto a bordo di astronavi…

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