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Segnalato
da voi
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Maria,
una nostra Visitatrice, ci invia questa segnalazione: le foto qui sopra sono
state trasmesse anche in tv dal programma "Excalibur" e sono state
scattate da p. Livio di Radio Maria. Il volto che si intravede dietro la
veggente di Medjugorje Vicka Ivankovic è stato identificato spesso con il
volto della Madonna; la nostra Visitatrice ipotizza invece che quei tratti
mostrino l'immagine dell'Angelo Custode della veggente.
L'affresco
di Recanati

Recanati
(Macerata), 3 gennaio 2003 - Un Angelo dal ciclo di affreschi della chiesa di Sant' Agostino a Recanati, già
attribuiti a Carlo da Camerino (sec. XIV-XV): dopo le recenti scoperte legate
alla grande mostra "Il Quattrocento a Camerino", si propende ora ad
assegnarne la paternità a Olivuccio di Ciccarello.
Il
Papa e gli Angeli
Roma, 2 ottobre 2002 - Rivolgetevi spesso agli Angeli Custodi per rendere
le famiglie "luogo di reciproca comprensione e di crescente unità in
Cristo". Il Papa ha rivolto questo invito ai circa 15.000 pellegrini
riuniti in piazza San Pietro, nella festa liturgica dei "celesti
protettori che la provvida premura di Dio ha posto accanto ad ogni
persona". Ha poi proseguito: "cari giovani, lasciatevi guidare dagli
Angeli affinché la vostra vita sia fedele esecuzione dei comandamenti divini.
Voi, cari ammalati, aiutati dagli Angeli Custodi, unite le vostre sofferenze a
quelle di Cristo per il rinnovamento spirituale dell'intera società."
"Angeli"
ritrovati
7 rare monete d'oro chiamate "dell'angelo" e considerate molto
preziose in epoca Tudor, in quanto ritenute in grado di proteggere dal male,
sono state disseppellite nei pressi della badia dell'ospedale medievale St.
Mary Spital nell'odierna Spitalfields, vicino Londra. Hazel Forsyth, un
esperto medievalista del museo di Londra, ha dichiarato: "E' possibile
che esse venissero utilizzate a scopi medici nell'ospedale. L'oro veniva usato
per la preparazione di alcuni trattamenti". Gli "angeli"
vennero coniati per la prima volta negli anni Sessanta del Quattrocento da Edoardo
IV, come ricompensa per la nobiltà. Originariamente avevano il valore di
33 penny e presero il nome dall'immagine coniata sulla testa che raffigurava
l'arcangelo Michele che calpesta il diavolo sottoforma di drago. Le
monete cominciarono a essere considerate come potenti incantesimi contro la
cattiva sorte e gli spiriti maligni. (The Daily Telegraph, 15 settembre
2002)
I
cherubini e il neurologo
Ezechiele assistette alla distruzione del regno di Salomone da parte degli
Egiziani e Babilonesi. Fatto prigioniero fu deportato dai Babilonesi a Chebar
accanto all’Eufrate, e in questo luogo dopo qualche anno ebbe la visione del
“carro di Dio”: Ezechiele descrisse quattro esseri alati, i cherubini,
che salivano verso l’alto in una nuvola di fuoco. Questa visione, risalente
al 600 a.C., si manifestò altre tre volte, l’ultima delle quali verso il
572.
Secondo Eric Altshculer, un neurologo dell'Università della California
(San Diego), le visioni di Ezechiele, raccolte nell'Antico Testamento,
rappresenterebbero in realtà la più antica testimonianza di un grave caso
di epilessia dei lobi temporali. Secondo quanto sostenuto dal neurologo e
pubblicato dal New Scientist (e dalla rivista italiana Hera nel
gennaio 2002),
i frequenti svenimenti cui Ezechiele era soggetto e i numerosi episodi in cui
perdeva la capacità di parlare sembrano tutti chiari sintomi di un problema
neurologico. Il profeta biblico, che predisse la caduta di Gerusalemme del 586
a.C., presentava altre caratteristiche solitamente associate a questa
malattia. Ad esempio, scriveva in maniera compulsiva (un sintomo noto come
"ipergrafia") e presentava, secondo Altschuler, un fanatismo
religioso di tipo aggressivo.
Considerata
attraverso la vista "parziale" di un neurologo la teoria può essere
comprensibile; considerata invece attraverso una vista più ampia la teoria
non regge: manca completamente l'apporto delle conoscenze provenienti dalla
Cabala ebraica e dai simboli del Giudaismo.

Il
profeta Ezechiele "visto" non attraverso gli occhi di un neurologo,
ovviamente,
ma attraverso quelli di un pittore (Raffaello)
Ricordare
l'11 settembre 2001
New
York - 7 dicembre 2001 - Un albero di Natale illumina il World Trade
Center, luogo del disastro aereo dell'11 settembre 2001. Dono del popolo
canadese, quest'albero è alto circa 9 metri ed è decorato con centinaia di
angeli di carta realizzati dai bambini delle scuole in memoria delle vittime
degli attacchi terroristici.

"Apparve
un angelo"
Al
Castello del Buonconsiglio di Trento, fino al 6 gennaio 2002,
sono in mostra sculture lignee a tema angelico tra Medioevo e Barocco. Orario:
dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 17.

Uriele,
l'arcangelo scomparso
Il
quotidiano "Avvenire" del 28 settembre 2001 dedica un
interessante (e originale) articolo sulla "scomparsa" dell'arcangelo
Uriele. Alla vigilia della festa cattolica degli arcangeli Michele, Gabriele e
Raffaele, il giornalista Roberto Beretta riporta le disavventure di un
arcangelo scomunicato da tre concili.
Fortunatamente lo svolgimento del tema si risolleva da un inizio alquanto
infelice (o, a seconda del punto di vista, "divertente") che qui
riportiamo:
"I nomi dei sette nani li sanno
tutti. Ma i sette arcangeli, quelli, chi li conosce? I più preparati arrivano
a Michele, Gabriele e Raffaele; gli altri 4 non si trovano nemmeno nella
Treccani.".
Ecco invece, di seguito,
un brano decisamente più interessante:
"Fu per evitare abusi che alcuni sinodi e concili - quello di
Laodicea nel 360, il romano del 745 e
quello tenutosi ad Aquisgrana nel 789 - proibirono esplicitamente sotto pena
di scomunica di dar qualsivoglia nome agli arcangeli, al di fuori dei
bibilici Michele, Gabriele e Raffaele. I sette arcangeli dunque scomparvero
anche fisicamente e le loro icone - non infrequenti nelle chiese occidentali -
vennero tosto imbiancate. L'ultima loro apparizione risale al 1516, allorché
nella chiesa palermitana di Sant'Angelo riaffiorò sotto la calce un antico
affresco con la schiera completa degli "angeli-capo", rilanciandone
la devozione popolare. In particolare un giovane sacerdote siciliano, il
maestro di cappella don Antonio del Duca, ne diffuse con successo il culto,
esportandolo prima a Roma e di lì in Germania e Russia. Lo stesso del Duca,
con Girolamo Maccabei, compose una messa per i 7 arcangeli; una chiesa fu loro
dedicata a Palermo, un'altra venne in parte realizzata nella capitale su
progetto di Michelangelo. Pare inoltre che una loro raffigurazione danzante
sia inserita nella facciata del santuario di Santiago di Compostela e un
dipinto seicentesco del manipolo celeste al gran completo è tuttora
conservato nell'ex convento di Santa Chiara a Solofra (AV). Ivi appare con
tanto di spada fiammeggiante Uriele, il quarto arcangelo: un personaggio che,
ai tempi d'oro, aveva fatto ombra addirittura al grande Raffaele."
Piccola annotazione: per
il giornalista "la New Age propone un angelo dal nome diverso per ogni
giorno dell'anno". A parte l'inesattezza dell'informazione, occorre
affermare che la tradizione dei nomi angelici attualmente più diffusa deriva
(più o meno dignitosamente o fedelmente) dalla Cabala e dall'ebraismo i
quali, naturalmente, nulla hanno a che fare con la New Age.
Angeli
nel cielo di Venezia
In
occasione del carnevale 2001 è tornato a volare nel cielo di Venezia,
in piazza San Marco, il tradizionale angelo che ha sostituito il più recente
volo della colomba.

Dodici
Angeli per il 2001
In
mezzo all'inevitabile proliferare di calendari per il nuovo anno vi vogliamo
segnalare la bella iniziativa dell'Aeroporto Valerio Catullo di Verona
Villafranca.
A cura della Direzione Comunicazione e Relazioni esterne è stato realizzato
(progetto grafico Tosi Associati, Milano) un calendario per il 2001 dal tema "Ali
nell'arte" (un simpatico riferimento alle ali degli aerei).
Naturalmente, il soggetto è rappresentato da… Angeli.
Il calendario, stampato in tiratura limitata di mille copie, raccoglie
immagini fotografiche di Angeli nella pittura: dal Tiepolo al Mantegna, da
Raffaello a Sebastiano Ricci, dodici artisti e dodici Angeli con le loro
immancabili ali accompagnano lo scorrere dell'anno unendo al piacere visivo
della forma e del colore un messaggio e un richiamo interiore verso gli Esseri
Celesti.
Gli
Angeli laici di Bruno Grassi
Roma,
Galerie de Paris dal 12 dicembre 2000
Bruno
Grassi è un pittore che, dopo aver raccolto un grande successo a Parigi, ha
deciso di proporre le sue opere anche in Italia. La mostra (inaugurata martedì
12 dicembre) è ospitata alla Galerie de Paris di via Margutta 53, a Roma.
Grassi è famoso per avere "sdoganato" gli angeli. Un tempo questi
erano presenti in quasi tutti i quadri di arte sacra. E’ forse per reazione
a questi eccessi devozionali che essi sono stati cancellati da tutti i quadri
successivi. Grassi ha creduto nel soggetto. E ha cominciato a dipingere i suoi
angeli fin dal 1976. Dapprima in sordina, quasi per divertissement, tra lo
sgomento o l’ilarità dei suoi colleghi e il sommo disinteresse della
critica.
Il genere, che non era attecchito in Italia, è invece esploso in Francia.
L’accademico di Francia Daniel Boulanger, riprendendolo, ci ha addirittura
scritto su un romanzo di grande successo dal titolo "Angeli che hanno
perduto le ali e le cercano". Gli angeli sono dilagati anche nel cinema.
Non solo con "Il cielo sopra Berlino" di Wim Wenders, ma anche con
"Michael" con John Travolta. E infine è finito anche nella
pubblicità.
In effetti gli angeli di Grassi sono angeli laici. Che quando non usano le
ali, le ripongono o se le caricano sulle spalle come se fossero un fardello.
Alle volte questi angeli ci riposano sopra come fossero un giaciglio. Gli
angeli di Grassi rappresentano l’irrompere dell’irrazionalità in un mondo
sempre più robotico e alienato. La speranza, per Grassi, è il sogno.
(Giancarlo Tavanelli, "ItaliaOggi", 9 dicembre 2000).
La
fotografia di un Angelo?

El
Escorial (Spagna) - Questa è una fotografia che ha fatto il giro del
mondo. Alicia Quintan al Villegas che ha scattato questa foto sostiene che,
senza alcun dubbio, è l'immagine di un Angelo con un Calice e l'Ostia dell'Eucarestia
e con in basso, a sinistra, un agnellino. La foto è stata scattata il 4
maggio 1991.
"Eravamo in gita al santuario dell'Escorial, quando nel bosco sentimmo
uno strano odore di rose e di incenso proveniente da un albero. Al momento non
ci feci caso, ma scattai diverse foto all'albero. Sviluppai la pellicola solo
qualche mese più tardi e quando andai a ritirare le foto scoprii che
compariva anche l'immagine di un Angelo".
Un esperto fotografo, James Savoia, interpellato da un settimanale, ha
dichiarato: "Secondo me non può trattarsi di un fotomontaggio. Gli
elementi principali che compongono la scena sono due: la figura vestita di
bianco e l'albero. In un montaggio, con questi due elementi accostati
artificiosamente, le linee dei due soggetti non apparirebbero naturali, ma con
i contorni e i bordi sbavati. In questa foto, invece, la geometria dell'albero
è perfetta e ben disegnata.".
Padre Cremona, sacerdote agostiniano, teologo e scrittore, interpellato in
un'intervista, disse che sotto l'aspetto dogmatico non sarebbe un fatto
impossibile.
Le
Ali di Dio
L'Angelo
è stato il protagonista della mostra, proposta fino al 31 agosto 2000, nella
sede del Castello svevo di Bari dal titolo "Le Ali di Dio.
Messaggeri e guerrieri alati fra Oriente e Occidente".
Si è trattato di un viaggio attraverso 237 opere, partendo da una stele
funeraria egiziana della XIII dinastia per arrivare a Angelo nero, un
abito di Roberto Cappucci. La mostra è stata divisa in differenti sezioni e
iniziava dalla cultura mediorentale per passare a quella greco-romana. Non
mancavano, poi, riferimenti al medioevo cristiano, all'umanesimo e al
romanticismo per giungere infine a "Gli artisti del Duemila" con
opere firmate da Mario Ceroli, James Brown e Giacinto Cerone.
Per
approfondire vai al sito della manifestazione: http://www.fidanzia.it/LeAlidiDio/Navigazione.html
Il
sondaggio
Da
"la Repubblica" del 10 maggio 2000
Su
un campione di mille persone il 67,36% degli intervistati crede agli Angeli.
In particolare il 71,07% dei ragazzi dai 14 ai 19 anni e il 59,02% degli
adulti dai 30 ai 60 anni. (Fonte: Cesnur)
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