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Miniatura
turca, sec. XVI. |
Angeli |
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Atto di Fede Nel Corano, il libro sacro per la religione
musulmana, la riflessione attorno gli angeli si concentra spesso su due
aspetti fondamentali: la loro natura e il loro ruolo nei
rapporti con gli uomini. "Fiamma purissima" Per venire agli angeli del Corano, possiamo
constatare che sono descritti come creature di "fiamma purissima"
(Sura, L, 15) e sono testimoni della grandezza di Dio di cui acclamano
l’onnipotenza: "Quando il tuo Signore disse agli angeli: io sto per
porre sulla terra un mio Vicario, essi risposero: Porrai forse là uno che vi
spargerà la corruzione e il sangue, mentre noi cantiamo le Tue Lodi e
proclamiamo la Tua Onnipotenza? E Dio a loro: In verità, io conosco cose che
voi ignorate" (Sura, II, 30-34); "Tutti gli angeli obbediranno e si
prostreranno" (Sura, XV, 30). Essi sono accanto a Dio "una volta
alla sua destra e l’altra alla sua sinistra" e "registrano sul
rotolo le sue parole e i suoi pensieri" (Sura, L, 17-18). Angeli castigatori, Angeli intercessori Come per il cristianesimo anche l’Islam fa
riferimento ad un angelo castigatore incaricato di punire alla fine dei
tempi i peccatori: "In verità, Noi faremo discendere il Nostro angelo
solo nel giorno del Giudizio e allora per i miscredenti non vi sarà più
alcuna possibilità di perdono o di intercessione" (Sura, VI, 8);
"Ma quando, nel giorno del Giudizio, udranno le parole degli angeli,
quello non sarà per loro un lieto annuncio, poiché i Nostri messaggeri
diranno: il Paradiso è chiuso per gli operatori del Male" (Sura, XXV,
22); "Nel giorno del Giudizio, quando i Nostri angeli daranno fiato alle
loro trombe, il terrore invaderà quanti sono nei cieli e sulla terra, eccetto
coloro ai quali Dio vorrà risparmiare questa paura. E tutti gli uomini si
raduneranno umili davanti a Lui" (Sura, XXVII, 87). Angeli custodi Anche la religione islamica
prevede che ogni uomo sia accompagnato da un angelo custode: "Per ogni
uomo vi è un Suo angelo che veglia su di lui, per Suo ordine. In verità, Dio
non allontana da Lui un popolo, se questo non svia dal retto sentiero e
imbocca il sentiero dell’errore" (Sura, XIII, 11); "Abbiate fede e
mille angeli verranno in vostro aiuto" (Sura, VIII, 9). Come si può constatare dalle informazioni qui raccolte, nel Corano gli angeli svolgono un ruolo importante. Di certo la loro posizione divina, pur sempre subordinata al volere di Dio, risulta in qualche caso espressa con vigore, come per esempio nel precedente caso della scala che collega il cielo alla terra. Le creature celesti continuano ad essere, anche nel sacro Libro dei musulmani, dei messaggeri che hanno il compito primario di portare tra gli uomini la voce possente di Dio, amplificata dalla loro opera di esseri fatti di luce, che restano sempre accanto agli uomini per proteggerli e guidarli. Approfondimenti Chi desidera
avvicinarsi al Corano, può collegarsi al sito Inoltre, di
seguito riportiamo dal sito ABU
L'ALA MAUDUDI 143. Il Profeta Muhàmmad, siano su di lui la pace e le benedizioni di Allah, inoltre, ci ha insegnato che Allah ha creato, per servirsene come ministri, gli Angeli. La fede nella esistenza degli Angeli è il secondo articolo della fede islamica. Quest'articolo è molto importante perché esso purifica il concetto del tauhid eliminando il pericolo di ogni sfumatura di shirk (politeismo). 144. I politeisti hanno
associato alla Divinità due generi di creature: 145. I pretesi dei della prima categoria hanno un'esistenza materiale e sono visibili. La falsità della credenza che pretende si tratti di divinità è stata pienamente esposta dalla kalima "la ilaha illallah" ("non c'è altra divinità all'infuori di Allah"). Essa è sufficiente per respingere l'idea che in essi esista la benché minima particella di divinità o che essi meritino un qualunque omaggio. 146. Gli esseri della seconda categoria, poiché sono invisibili sfuggono alla percezione dell'uomo e, pertanto, sono misteriosi; i politeisti, dunque, sono inclini ad aver fede in essi. Li considerano come divinità, come dei o come figli della Divinità Suprema. Essi fabbricano delle immagini di queste divinità e davanti ad esse compiono sacrifici. Questo principio è stato esposto per purificare la fede nell’unicità dell'Essere Supremo e per eliminare la credenza nell'esistenza di divinità invisibili della seconda categoria. 147. Muhàmmad, (pbsl), ci ha informato che gli esseri spirituali, i quali sfuggono alla nostra percezione e che vengono considerati divinità, dei o figli della Divinità Suprema, sono in realtà i Suoi Messaggeri. Essi sono sotto la Sua autorità e sono così obbedienti che non possono scostarsi in nulla dai Suoi ordini ed Egli li impiega per amministrare il Suo Regno. Essi compiono esattamente e scrupolosamente quanto è stato loro ordinato e non hanno alcuna autorità per decidere la benché minima cosa di loro iniziativa; essi non possono presentare ad Allah alcun progetto di loro invenzione; non sono nemmeno autorizzati ad intercedere presso di Lui per gli uomini. Adorarli e sollecitare il loro aiuto è degradante ed avvilente per l'uomo. Infatti, il primo giorno della creazione, Allah li ha fatti prosternare davanti ad Adamo, al quale ha accordato una conoscenza più estesa della loro e, mettendolo al di sopra di loro, ha fatto di Adamo il Suo rappresentante sulla terra. 148. Muhàmmad, (pbsl)
ci ha proibito di adorare gli angeli e di attribuire loro un carattere divino
vicino ad Allah, ma al contempo ci ha spiegato che gli angeli sono delle
creature di Allah, senza peccato, per loro stessa natura incapaci di
disobbedire ad Allah ed eternamente incaricati di eseguire i suoi ordini.
Inoltre, ci ha informato che gli angeli di Allah ci circondano da tutte le
parti, sono addetti a noi e sono sempre in nostra compagnia. Essi osservano e
annotano tutte le nostre azioni, buone e cattive conservando un rapporto
completo della vita di ciascuno di noi. 149. Non ci sono state date informazioni più precise sulla natura intrinseca degli angeli. Ci è stata fatta menzione, solamente, di alcune delle loro qualità e delle loro caratteristiche e ci è stato richiesto di credere nella loro esistenza. Non abbiamo altra via per conoscere la loro natura, i loro attributi o le loro qualità. Sarebbe, di conseguenza, una pura follia voler loro attribuire di nostra iniziativa una qualsiasi forma o qualità. Noi dobbiamo credere esattamente come ci è stato richiesto. Negare la loro esistenza è kufr, perché in primo luogo non c'è alcuna ragione per farlo ed in secondo luogo perché il nostro rifiuto di crederci equivarrebbe ad una attribuzione di mendacio a Muhàmmad (pbsl). Noi crediamo nella loro esistenza, semplicemente perché di essa ci ha dato notizia il vero Messaggero di Allah. Il Corano nella pietra
Qui sopra e sotto due immagini
del Taj Mahal, ad Agra, in India. Il Taj Mahal è il mausoleo fatto costruire
nel 1631 dall’imperatore Shah Jahan come tomba dell’amatissima moglie
Mumtaz Mahal, morta durante un parto all’età di 38 anni. La leggenda vuole
che ella fece appena in tempo a chiedere al marito di erigerle un monumento,
grande e perfetto come il loro amore. Lo scopo del sovrano fu quello di
costruire la più bella rauza (tomba) che un uomo avesse mai eretto ad
una donna. |
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