Angeli e Citazioni

Essi sono sommamente puri, non solo nel senso che alcuna macchia, alcuna bruttura mai li deturpa e non sono sottoposti alle leggi delle nostre immaginazioni materiali, ma soprattutto perché inaccessibili ad ogni principio di degradazione. Egualmente sono anche contemplativi... Sono perfetti non per il possesso di misteri nascosti sotto la verità dei simboli, ma perché nella loro alta ed intima unione con la divinità acquistano, toccando le cose divine, l’alta intelligenza che domina gli Angeli.
(Dionigi Aeropagita)

Non sono sottoposti alle leggi del tempo, ma hanno una loro propria durata. Sono oltre gli spazi. Esercitano direttamente il loro potere sul mondo materiale, ma non possono influire direttamente su un’altra intelligenza creata... Non conoscono né il futuro né i misteri della grazia, né i pensieri segreti di alcuna creatura ragionevole.
("Il ritorno degli Angeli", A.A.V.V., La Locusta Vicenza 1988)

Chi è morto spiritualmente ha l’occhio atrofizzato e non vede più intorno gli Angeli. E tuttavia gli Angeli non ci abbandonano, nemmeno quando sono da noi abbandonati.
(Giuseppe De Luca)

...gli Angeli, puri spiriti che vivono accanto a noi che siamo spiriti viventi nella materia, noi non li vediamo più dal momento che abbiamo rinunziato a vivere come spiriti... e tuttavia... più noi ci accechiamo, più essi vegliano sulle nostre strade. Sulla porta della cattedrale, l’Angelo fa sorridere anche la pietra... l’Angelo sa. L’Angelo tace.
("L’anno del cristiano", Ed. Storia e Letteratura 1987)

E questa luce eterna e questo canto eterno si riverbera su di noi, se siamo bambini.
(Giorgio La Pira)

Mettete tra parentesi il problema dell’esistenza. Mi limito al suo significato. Ritengo che siamo attorniati da Angeli, latori della bellezza. Vi è un Angelo per ogni nazione, per ogni provincia, per ogni uomo: l’Angelo Custode.
(da una lezione di E. Sourian, universià della Sorbonne, Parigi, cit. di J. Guitton da "L’Osservatore Romano)

Su sono specchi, voi dicete troni, onde refulge a noi Dio giudicante.
(Dante)

Gesù ha detto: "Quando voi vedrete la vostra rassomiglianza vi rallegrerete. Ma quando voi vedrete le vostre immagini che sono esistite prima di voi, che non muoiono né si manifestano, così grande sarà quello che proverete".
(Vangelo secondo Tommaso, log. 84)

La condizione dei risorti sarà simile a quella degli Angeli.
(Giovanni Paolo II)

Gli Angeli sono geni singolari. Sono esattamente ciò che sono e non potrebbero essere nulla di diverso: in sé esseri senz’anima che non rappresentano altro che pensieri e intuizioni del loro Signore.
(Jung)

... Non dar retta ai tuoi occhi, e non credere a quello che vedi. Gli occhi vedono solo ciò che è limitato. Guarda col tuo intelletto, e scopri quello che conosci già, allora imparerai come si vola (...) Si rese conto d’un tratto che il suo amico non era più divino di quanto lui stesso non fosse. Senza limiti.
("Il gabbiano Jonathan Livingstone", R. Bach)

Tu che sei stato a lungo con lui, non gli hai mai domandato di Dio, di quello che c’è lassù? "Tante volte, ma mi guarda con stupore e con l’aria di non capire".
("L’angelo", A. Savinio)

Un angelo vestito di panni d’un viola azzurro, cinto di cordoni d’oro, con grandi ali bianche dal fulgore di seta, la spada librata orizzontalmente nella mano sollevata. L’emozione è grande: un angelo, dunque, pensai. Tutto il giorno vola verso di me e io scettico come sono non lo sapevo. Adesso mi parlerà.
("I diari", F. Kafka)

O grande angelo nero, fuligginoso, riparami sotto le tue ali... O angelo nero, disvelati, ma non uccidermi col tuo fulgore, non dissipare la nebbia che ti aureola.
("L’angelo nero", E. Montale)

Sono io, io c’ero sempre, non ti ho mai lasciata, il tuo angelo custode. Credi davvero che tu eri senza di me fino ad ora? C’era una continuità tra noi, tu mi toccavi.
("La scarpina di raso", P. Claudel)

Parla a Caino, nemmeno il perdono di sua madre può udire il suo orecchio se prima non avrà riascoltata la sua voce. Ora tu puoi lottare con il demone che possiede Caino, il rimorso, e ridarli la pace. Parla a Caino, angelo, solo tu puoi parlargli, solo tu.
("L’angelo di Caino", L. Santucci)

Ma tu dimmi, perché mi servi, angelo? "Io non so, mi comandano. Tu non mi piaci, tu sei goffo e opaco, il tuo corpo è il mio esilio, io sono servo, un angelo missionario." Allora chi ti manda? "Tu pensa a chi t’ama e saprai chi mi guida. Io sono soltanto le mani che tende colui che ama l’altro. (...) Le mani di chi ama con ansia vitale terminano in angeli."
("Angelo smarrito", P. Salinas)

Ho un angelo che mi guarda dietro la spalla stanca, un angelo senza bilancia non pesa la mia giornata. Un angelo che non mi condanna quando la rosa ferisco, quando fuggo la speranza, quando batto la fronte sulla pietra del disinganno, quando inganno la morte con rondini di carta. Ho un angelo che mi salva dietro la spalla stanca.
(R. Carreri)

Gli angeli (è fama) sovente non sanno se tra i viventi vadano o i morti. Ma chi, se gridassi, mi udrebbe, dalle schiere degli Angeli? E se anche un Angelo ad un tratto mi stringesse al suo cuore: la sua essenza più forte mi farebbe morire. Perché il bello non è che il tremendo, al suo inizio, noi lo possiamo reggere ancora, lo ammiriamo anche tanto, perch’esso calmo, sdegna di distruggerci. Degli angeli ciascuno è tremendo... La bellezza che da voi defluisce la riattingete nei vostri volti.
("Elegie Duinesi", R.M. Rilke)

Nel viola della notte odo canzoni bronzee / La cella è bianca... piena di un torrente di voci / che muoiono nelle angeliche cune, delle / voci angeliche bronzee è piena la cella bianca.
(D. Campana)

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