L' Angelo dell'acqua

Sistemandoci comodamente, con gli occhi chiusi e i piedi a terra, iniziamo cercando di rilassarci con alcune profonde inspirazioni; immaginiamo di trovarci in un grande parco, dal terreno ondulato, in una dolce giornata di primavera; attorno a noi alberi, radure, fiori di ogni genere, variopinti e profumati. Udiamo lo stormire lieve delle fronde e il canto melodioso degli uccelli. Ci sentiamo felici, profondamente felici, intimamente sereni e ci inebriamo con un gioioso senso di libertà, che ci fa essere svincolati da ogni limitazione. Passo dopo passo ci inoltriamo nel parco camminando nell’erba, che è come un morbido tappeto sotto i nostri piedi. Superata una barriera di arbusti, ci troviamo di fronte ad uno specchio d’acqua, limpido e tranquillo. Non è un’acqua che ci impaurisce; al contrario, la sua purezza cristallina ci rasserena e ci distende. Avanziamo lentamente, fino ad arrestarci proprio ai limiti di essa. Guardiamo in basso, davanti a noi. La superficie tranquilla del piccolo lago ci restituisce la nostra immagine, un’immagine che abbiamo osservato infinite volte, con atteggiamenti e stati d’animo molto differenti, allo specchio. Ci concentriamo serenamente su di essa, cercando di vedervi espressi i nostri sentimenti, il nostro essere più intimo, la nostra storia. Ci sforziamo, ma sempre senza ansia, di scoprire chi realmente siamo. A un certo punto, sempre riflessa nell’acqua, scorgiamo una figura che si avvicina lentamente e che si colloca al nostro fianco, con atteggiamento amichevole e protettivo: è il nostro angelo, l’angelo che abbiamo tanto cercato. L’acqua ci restituisce nitidi i lineamenti del suo volto e noi lo osserviamo attentamente, cercando di imprimercelo bene nella memoria, per riconoscerlo quando in futuro si ripresenterà. Restiamo così qualche minuto, in contemplazione, finché la visione lentamente svanisce. Poco alla volta, con grande pace nel cuore, ritorniamo alla dimensione che ci è abituale.

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